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Una start-up britannica raccoglie 450 milioni di dollari per costruire un motore di ricerca di nuovi materiali

CuspAI ha chiuso un round da 450 milioni di dollari a una valutazione di 2,6 miliardi, sostenuta dal fondo di Jeff Bezos, Nvidia e dal governo britannico, per usare l'IA nella ricerca di materiali che ancora non esistono.

Illustrazione in risografia di una lente d'ingrandimento la cui lente rivela un reticolo cristallino di molecole connesse, con una pila di monete appoggiata al manico

CuspAI, con sede a Cambridge, ha raccolto 450 milioni di dollari in una Serie B che la valuta 2,6 miliardi. Hanno guidato Kleiner Perkins e New Enterprise Associates, con governo britannico, fondo di Jeff Bezos, AMD Ventures e Lux Capital. Il round arriva circa un mese dopo le notizie su una ricerca di 400 milioni alla stessa valutazione: un piccolo segnale di quanto rapidamente il capitale si muova verso l’IA applicata alla scienza e non alla chat.

L’attività si immagina più facilmente di quella di molte start-up IA. Invece di chiedere a un modello di scrivere, CuspAI gli chiede un materiale con proprietà specificate: un composto che conduca a una certa temperatura, o funzioni senza metalli scarsi come iridio o rutenio. Unisce IA generativa, simulazione fisica, pianificazione di una sintesi realmente possibile e validazione sperimentale. Ha creato anche AI Materials Foundry, coalizione di oltre 45 partner fra cui Nvidia, Meta e Hyundai, e intende espandersi in Stati Uniti, Europa e Asia-Pacifico con sedi a Singapore e diversi poli di ricerca.

Il motivo dell’interesse degli investitori è aritmetico. Scoprire un materiale ha tradizionalmente richiesto anni di laboratorio, candidati provati soprattutto con tentativi informati, e ogni esperimento costa tempo e denaro. Se l’IA restringe milioni di candidati teorici a poche decine che vale la pena fabbricare, la parte fisica e costosa si accorcia. Conta il verbo «restringere»: il modello non sostituisce il laboratorio, decide cosa il laboratorio debba provare prima. È un’affermazione più modesta di «l’IA scopre nuovi materiali», e più probabile da mantenere.

Cosa significa per te: Nulla nei tuoi strumenti quotidiani, né quest’anno. È la storia lenta dell’IA, il cui risultato, se arriverà, apparirà negli anni 2030 come batterie migliori, semiconduttori più economici e minore dipendenza da metalli rari. Da cogliere ora è la forma del campo: accanto ai chatbot, molto capitale va all’IA che legge simulazioni e molecole. Una cautela equa: i round misurano convinzione degli investitori, non risultati, e la scoperta di materiali ha già prodotto previsioni sicure che il laboratorio non ha confermato.

Fonti

Fonti: https://techstartups.com/2026/07/20/jeff-bezos-backs-2-6b-ai-startup-cuspai-as-nvidia-joins-quest-to-discover-the-next-generation-of-materials/

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