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anthropic 2 min di lettura

Anthropic ha analizzato 1,2 milioni di sessioni con agenti IA: il caso d'uso principale è il lavoro d'ufficio che nessuno vuole

Metà dell'uso di Claude Cowork riguarda rapporti di avanzamento, liste di controllo e presentazioni: ciò che Anthropic chiama «il lavoro intorno al lavoro». I dati dicono molto su dove l'IA sia davvero utile.

Simpatico braccio meccanico che riordina alte pile di carta su una scrivania ingombra, distribuendole in vaschette e liste di controllo ordinate

Cosa fanno davvero le persone con un agente di IA una volta che ne hanno uno? Anthropic ha appena pubblicato una risposta insolitamente concreta. L’azienda ha analizzato 1,2 milioni di sessioni anonimizzate di Claude Cowork, il suo agente per il lavoro d’ufficio quotidiano, provenienti da oltre 600.000 organizzazioni e raccolte in tre settimane di maggio. Il vincitore, con ampio margine, è il lavoro organizzativo ordinario che accompagna ogni impiego d’ufficio, pur non essendo quasi mai il vero mestiere di qualcuno.

Le due categorie maggiori raccontano la storia. «Processi e operazioni aziendali» è in testa con il 33,4 per cento: pensa a raccogliere aggiornamenti sparsi in un unico rapporto, creare liste di controllo per l’inserimento dei nuovi assunti o riconciliare fogli di calcolo. «Creazione di contenuti e copywriting» segue con il 16,4 per cento: bozze, presentazioni, post e proposte. Insieme rappresentano metà dell’utilizzo, che Anthropic riassume come «il lavoro intorno al lavoro». Tutto il resto è più piccolo: sviluppo software appena all’8,7 per cento, ricerca al 6,4 e analisi dei dati al 5,8.

Quel dato basso sulla programmazione merita una seconda occhiata. Non significa che gli sviluppatori non usino l’IA: per il lavoro tecnico si servono di Claude Code, lo strumento di Anthropic basato sul terminale, e ricorrono a Cowork per le attività di comunicazione che lo circondano. In altre parole, l’interfaccia determina l’uso: gli stessi modelli sottostanti svolgono lavori completamente diversi a seconda che siano inseriti in un terminale o in una finestra di chat.

Cosa c’è dietro i numeri? Anthropic definisce queste attività «connettive»: i fogli di calcolo riuniscono dati sparsi, le presentazioni traducono le decisioni per pubblici diversi, le liste di controllo trasmettono le conoscenze aziendali ai nuovi assunti. Sono il tessuto che tiene insieme le organizzazioni e quasi nessuno le indica come propria competenza principale. Questo le rende il primo obiettivo naturale per la delega. Un’avvertenza sui dati: la tassonomia classifica le attività, non le professioni; non esistono categorie separate per marketing, finanza o risorse umane, cosa che probabilmente gonfia il grande dato delle operazioni aziendali. Il campione limita anche le sessioni per ora, sottorappresentando i momenti di picco, e le percentuali non dicono nulla sui volumi assoluti.

Cosa significa per te: se ti chiedevi cosa provare davvero con un agente di IA, questa è una mappa tracciata da 1,2 milioni di sessioni reali: parti dal rapporto che continui a rimandare, dalla lista di controllo che esiste soltanto nella tua testa, dalle diapositive che spiegano una decisione già presa. È lì che centinaia di migliaia di organizzazioni stanno trovando silenziosamente valore: non nell’automazione da fantascienza, ma nel riuscire finalmente a delegare il lavoro intorno al lavoro.

Fonti

Fonti: https://the-decoder.com/claude-coworks-biggest-use-case-is-the-mundane-office-work-nobody-wants-to-own-anthropic-says/

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